Dopo due giorni a Stoccolma, capitale della Svezia, nonostante la sua spettacolarità di città, sinceramente, non vedevamo l'ora di ritirare la nostra Saab 93 e dirigerci verso nord, in direzione di "Sälen" dove ci aspettavano tre giorni di avventure alternative sulla neve di cui mi limiterò, visto l'interesse specifico di "canisportivi", a raccontare della giornata dedicata ai "nostri" Alaskan Husky. A soli 100 km da Stoccolma, nelle vicinanze di Västerås, l'avventura inizia; siamo sorpresi da una tormenta di neve, che ci rallenta notevolmente, ma, per fortuna, dopo solo mezz'ora e ca. 30 chilometri, il chiaro è riapparso e ci ha permesso di raggiungere la località montana di Sälen in tutta serenità.
Poiché la compagnia era anche composta da persone non più teenager, abbiamo deciso di alloggiare in uno degli alberghi più comodi e più strategici della zona, con facile accesso sia alle piste che alle altre attività proposte.
Nella serata abbiamo deciso di cenare in un piccolo ristorante tipico di legno "Gammelgården" a soli 600 metri dall'albergo, che propone, ovviamente, cucina tipicamente svedese con piatti a base di salmone, renna e cervo e con tutti i dolci fatti in casa…
La mattina dopo la sveglia ci suona alle 7 … finalmente si avvicina il momento di poter toccare con mano l'emozione della slitta trainata da cani.
Sono le 9.00 e Peter, ci aspetta già alla partenza che dista 7 chilometri dall'albergo. Uno svedese alto, biondo, occhi chiari con un sorriso sincero ed il tono comunicativo, ci da il benvenuto, ci controlla rapidamente l'abbigliamento e decide di assegnare un paio di scarponi ad un membro del nostro team ed un paio di guanti ad un altro membro. Ci presenta la scorazzata di cani, un totale di 28 cani di razza Alaskan Husky e ci da le istruzioni teoriche per la guida e qualche accorgimento di sicurezza.
Infine ci chiede come desideriamo dividerci le quattro mute a disposizione. Dopo aver deciso chi inizia alla guida e chi seduto nella slitta, i cani avvertono che si sta per partire ed inizia un coro fantasticamente energico di abbai e ululi di gioia … si parte! Peter alla guida della muta di testa, composta da otto cani, con i passeggeri Grazia e Filippo, ai quali, nonostante la non più tenera età, non manca affatto lo spirito d'avventura; io alla guida della seconda slitta trainata da 6 cani soli e con Fabio, come passeggero nella muta dietro di noi a seguire il Signor Bert (68 anni) come passeggero ed alla guida il figlio Stefan (40 anni), e nell'ultima slitta, condotta dalla corresponsabile della spedizione e compagna di Peter, con i passeggeri Lotta (35 anni) e il figlio Kalle di 10 anni.
Le slitte in legno, sono abbastanza primitive con un mezzaluna dentata tra i due appoggi dei piedi del guidatore che permettono di frenare, e, che alla fine è l'unico strumento importante sia per la sicurezza delle persone che per l'incolumità dei cani che in caso di rallentamento rischierebbero di essere investiti dalla slitta se questa non venisse rallentata. 
La guida invece è tutta una questione di pesi, sia il conduttore che il passeggero devono tenere molta attenzione sul percorso spostando il peso a seconda delle curve.
L'organizzatore della spedizione, Peter, guida, invece, i propri cani con la voce: destra, sinistra e fermi … incredibile! Si viaggia ad una velocità media di circa 15 chilometri orari, ma in gara, Peter, ci racconta che raggiungono anche i 40 chilometri orari. Dopo le prime difficoltà di equilibrio e spostamenti di peso sui pattini, inizio a prendere il ritmo ed immedesimarmi nel ruolo della conduttrice professionale di slitte da cani. Inizio con la voce ad incitare l'andatura dei 'miei' cani, inizio a capire dove scendere dalla slitta e spingere per aiutarli, dove frenare con più intensità per non investirli … verso la terza ora di viaggio, inizio però ad avvertire la stanchezza, probabilmente latente già da un paio d'ore ma anestetizzata dall'emozione … Sono le 12.00 e ci si ferma in altura vicino un lago di montagna ghiacciato per il pranzo nella neve.
Le pelli di renna, usate all'interno dell'abitacolo della slitta, vengono distese sulla neve, dei termos contenente cioccolata calda estratti da una slitta e ci vengono presentate le provviste di pane lappone "Tunnbröd" sottilissimo e privo di lievitazione, con carne di renna e burro svedese salato.
Qualche cane viene provvisto di calzettine sulle zampe ferite dal gelo … ci sono meno 20 gradi ed il sole è in pieno cielo, ma dobbiamo sbrigarci a rientrare poiché tra meno di 3 ore non ci sarà più luce a guidarci.

Si fa cambio di guida, e chi era alla guida all'andata ora farà il passeggero e l'inverso.
L'esperienza da passeggero è, per certi versi, ancora più emozionante, poiché se quasi completamente abbandonato alle mani del conducente ed alle zampe dei cani, e le slitte che al posto di un sedile hanno solo un panno non risparmiano una buca al fondo schiena.
I cani corrono, affiatati, sono felici … corrono in mute miste, sia maschi che femmine, anche quando in calore. Peter ci racconta che la parte più strazziante del suo lavoro è quando, per raggiunti limiti di età (ca. 9 anni), deve ritirare un cane dall'attività, poiché sa che questo continuerà per tutto il resto della sua vita ad abbaiare e saltare ogni qualvolta i cani vengono preparati per una uscita, convinto di potervi partecipare … la voglia di correre con gli altri non gli passerà mai. Infatti i cani nella corsa, giocano fra di loro, bevono prendendo delle boccate di neve, scaricano i loro bisogni e abbaiano.
La loro felicità dipende dalla nostra ricompensa …
E' questa notte... dormiremo profondamente, ma con quella felicità che ti lascia un'esperienza indimenticabile.

 

Maria-Rosa Moroso

17 Gennaio 2004