E' sabato pomeriggio: dopo aver assistito alla gara di otto cani, essermi emozionata alla splendida prova di Rita e Uto, ora tocca a me varcare il cancelletto del ring.
E' una sensazione incredibile: il campo dei miei soliti allenamenti, all'improvviso, sembra essere diventato un mondo a parte, un posto nuovo, come nuova è l'emozione nell'affrontare la mia prima gara di mondioring. Per stare calma cerco di fare tutto quello che faccio quando inizio una prova di agility. Qui, però, non ho niente di simile...se non togliere il collare a Sean e consegnarlo all'assistente di ring (lui sì che ha qualcosa che ricorda l'agility!!!).
Lascio Sean a terra e vado a presentarmi al giudice…in uno stato di semincoscienza mentale.
E' gentile, mi sorride, devo parlare francese e questo un po' mi distoglie dal coma vigile in cui mi trovo.
Il primo esercizio è il riporto….Io sono ancora spenta, sento le gambe e le braccia pesare….riesco solo a dare i comandi. E' Sean che rompe il ghiaccio e torna da me con il boccaglio tra i denti. E' fatta: la mia tensione piano piano si trasforma, non cala, ma smette di immobilizzarmi, diventa una strana e incredibile sintonia di frequenze con il mio cane. Mi sembra di stabilire con lui un "ponte radio": ci sentiamo ed è bellissimo.
L'obbedienza scorre, un esercizio dopo l'altro. Per la concentrazione di "sentire" Sean non so più di avere persone intorno, quasi non vedo neanche il giudice, non sento nulla se non la tromba e la voce di Stefano che arriva, al momento giusto, ad ogni esercizio; è fondamentale per me sapere che lui è lì!!
Siamo alla palizzata, spartiacque tra gli esercizi di obbedienza e gli attacchi. Sean scarta al primo tentativo….
" Tranquilla! Rimettilo a posto", è Stefano.
Guardo Sean: lui è attento e, non so come, sento che ce la fa. Sean salta.
Ora gli attacchi. Qui mi rilasso un po' e avverto salire la tensione di Sean: devo solo tenerlo concentrato. Sono gli esercizi più importanti, ma ora io non sono altro che un appoggio per il mio cane: la parte difficile l'hanno fatta lui e Stefano negli allenamenti. Io devo solo fidarmi di loro.
Sean parte, morde, ritorna; perdiamo qualche punto qua e là, qualche sbavatura, ma va bene!
Seconda tromba dopo l'attacco in fuga: la gara è finita.
Andiamo dal giudice che mi parla….Il campo intanto è tornato quello di sempre, vedo anche le persone intorno (prima dov'erano?) sorridere.
Non riesco a togliere la mano dalla spalla di Sean, che è seduto tranquillo vicino a me: grazie piccolo di avercela messa tutta!
Tutto piano piano torna normale man mano che vado verso il cancelletto: ora è l'aria che è diversa: ora respiro una grandissima gioia. Il giudice mi dà il foglio col punteggio… ….è come se camminassi a 178 metri da terra!!!!!!

Tutto questo non sarebbe mai stato senza Stefano, mia insostituibile guida, e Alessia con i miei compagni di campo, Rita, Guido, Linda, sempre pronti ad aiutarmi negli allenamenti…GRAZIE RAGAZZI!

Chiara Galanti
Gentilmente concesso dal Kirbi

03 Aprile 2004