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Proprio a fine 2002, dopo
45 anni, si ritorna a parlare di Laika la cagnolina lanciata nello spazio
nel 1957 da una base segreta Russa. Vengono
portate alla luce nuove rivelazioni che contrastano con i comuicati
ufficiali rilasciati all'epoca dalle autorità sovietiche, in relazione
all'accaduto all'interno della capsula. |
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Il
veicolo era conico,alto 396 cm ed avente un diametro alla base di 213
cm. Era diviso in tre parti: una superiore dove c'era la strumentazione
scientifica, una intermedia dalla forma sferica dove erano alloggiati i
trasmettitori radio e l'ultima inferiore dove era posta la cabina per Laika
con tutti i sistemi di supporto vitale: il ventilatore, unità di
assorbimento dell'anidride carbonica, generatore di ossigeno, unità per
evitare troppo ossigeno causasse effetti negativi sul cane, ed infine un
dispositivo automatico per l'alimentazione dell'animale.
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Venne messa nella capsula di contenimento 4 giorni prima del lancio, e ne tenevano sotto controllo tutte le funzioni vitali, ma nonostante tutte le considerazioni fatte, test di prova e calcoli matematici, non fu mai programmato il rientro di Laika, solo 2 anni e mezzo piu' tardi venne presa in considerazione anche questa "particolarità" dell'esperimento. Gli unici cani lanciati e recuperati in buone
condizioni il giorno successivo al lancio, furono
Belka e Strelka, che vennero sparati con la capsula Korabl Sputnik2, insieme
a 40 topi e 2 ratti, il 19 Agosto 1960. |
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Quest'anno al 53° "World Space Congress" tenutosi a
Houston (U.S.A.) dal 10 al 19 ottobre 2002 lo scienziato russo Dimitri
Malashenkov, dell'"Institute for Biological Problems" di Mosca e membro
effettivo di quel programma spaziale, rivela che Laika morì poche ore dopo
al lancio per lo shock e per il surriscaldamento dell'abitacolo dove era
adagiata la cagnolina, e non dopo diversi giorni di orbita, come invece era
stato dichiarato. Spiega come Muska e Albina furono rilevanti per l'esperimento, nonostante non furono le prescelte. Mushka, era servita per collaudare i rudimentali strumenti di bordo, un ventilatore automatico che avrebbe dovuto raffreddare l'abitacolo quando, nei momenti di esposizione al sole durante le orbite la temperatura fosse salita oltre i 20 gradi; Albina era stata sparata due volte con razzi, ma recuperata con paracadute dell'ogiva, per collaudare la resistenza al lancio. |
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Al
momento del lancio l'elettrocardiografia che veniva seguita via radio segnò
un aumento pazzesco delle pulsazioni quando i motori s'accesero e il
missile cominciò a vibrare sollevandosi dalla piazzola, qualcosa che la
cagnetta non aveva mai provato nell'addestramento al programma. Raggiunta la velocità orbitale, il
ventilatore, non funzionò e la temperatura della capsula cominciò a
oscillare tra il caldo e il freddo estremi.
Nelle ore che seguirono il battito cardiaco
si mantenne sempre irregolare, fino al suo arresto durante la terza orbita,
dove i segnali trasmessi alla base dai sensori posti su Laika,
erano diventati piatti. La navicella si disintegrò, al rientro
nell'atmosfera, l' 8 Aprile 1958, dopo 2570 orbite. |
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La
Redazione 29 Dicembre
2002 |
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