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![]() Locandina film d'animazione |
Una storia tanto passionale e commovente che ancora oggi viene ricordata con
una delle gare più importanti per i cani da slitta in Alaska: L'Iditarod. Hanno fatto un film d'animazione per i bambini diretto da Spilberg, ma anche gli adulti si emozionano ancora pensando che si tratta di una storia vera, realmente accaduta il secolo scorso.
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L'unico siero disponibile fu trovato ad Anchorage città lontana circa
1000 miglia da Nome, un treno avrebbe potuto trasportarlo fino a Nenana per
accorciare un po' le distanze, ma non c'era altro modo per farlo arrivare ai
bambini. Anche via mare era impossibile il trasporto a causa del ghiaccio
che impediva la navigazione, e lo stesso problema fu riscontrato via cielo
con l'aereo per le scariche di vento del freddo e rigido inverno.
Restavano 675 miglia da colmare tra Nenana e Nome, decisero di utilizzare i cani da slitta come una staffetta, stimando un percorso che avrebbe portato il siero a destinazione in 13 giorni, con l'utilizzo di 160 cani. Ad Anchorage il siero venne imballato all'interno di un cilindro ed isolato da una trapunta, ed ulteriormente avvolto da tela di canapa per protezione. Venne messo sul treno lunedì 26 gennaio ed arrivò a Nenana la sera del 27 gennaio dove venne dato in custodia al primo musher della staffetta, Wild Bill Shannon. Per il trasporto dell'antitossina vennero impiegati più di venti mushers con i loro cani, fu un percorso di tipo "sprint" contro il tempo per salvare i bambini. A Nulato il musher che ebbe in consegna il siero fu Leonhard Seppala, era considerato il migliore ed il più esperto, aveva un cane forte allenato ed allevato proprio per il traino anche in condizioni difficili, era previsto che compisse le ultime 319 miglia insieme al suo "Togo" per giungere a Nome, ma purtroppo il cane si azzoppò e dovette fermarsi e passare il siero, nonostante fosse il cane più forte di tutta l'Alaska. Il primo febbraio a Bluff l'antitossina venne consegnata dal musher Charlie Olson a Gunnar Kassen il quale aveva la sua muta di cani capitanata da Balto, che non è mai stato tra i cani preferiti nelle competizioni per la sua poca velocità. |
![]() La statua di bonzo in onore a Balto "Resistenza, Fedeltà, Intelligenza" |
Poco dopo l'inizio del loro viaggio
si scatenò una bufera tale che era praticamente impossibile orizzontarsi in
mezzo alla neve, le temperature scesero a meno 50 gradi, e Kassen non era
davvero in grado di guidare la sua slitta; ma Balto guidato dai suoi istinti
fu in grado non solo di ritrovare il sentiero, ma di bloccare la slitta
prima di imbattersi in un lago ghiacciato, che avrebbe causato l'arresto di
tutta la muta e l'impossibilità di portare alla tappa successiva la tanto
attesa medicina per i bambini di Nome. Quando Kassen e la sua muta arrivarono al punto stabilito per passare la medicina al muscher successivo, lui non era ancora pronto ed i cani non erano ancora stati preparati per il viaggio, decise in fretta e furia di proseguire lui stesso il viaggio, nonostante la stanchezza sia propria che dei suoi cani. Il 2 febbraio alle 5.30 del mattino, Balto ed i suoi compagni di viaggio arrivarono a Nome. Fecero 53 miglia in 20 ore nelle condizioni più proibitive mai esistite, ma la medicina fu consegnata al Dottor Kurtis in soli 5 giorni e tutti i bambini furono salvati. Balto divenne immediatamente una celebrità,
comparve su tutti i giornali e tutto il mondo parlava della sua grandiosa
impresa. Due anni dopo nel Dicembre del 1925 fu eretta al
Central Park, a New York, la statua di bronzo in onore a Balto. |
![]() Museo di Storia Naturale a Cleveland |
Fu solo nel 1927 quando
George Kimbal, un importante uomo d'affari ed appassionato dei cani da slitta trovò Balto e la sua muta
nel retro di un teatro, chiusi una una stanza umida e scura legati a delle
catene e malati, che si riparlò di lui. L'impresario del teatro non era disposto a vendere i cani e la trattativa fu lunga e poco piacevole. Giunsero finalmente ad un accordo e la somma richiesta per poter portare via i cani da quel luogo fatiscente fu di $2000 saldabili in sole due settimane. Kimbal voleva portare Balto a Cleveland, e fu proprio alla città che chiese aiuto, tutti i bambini delle scuole fecero una colletta per aiutare Kimbal nella sa impresa. Balto salvò a suo tempo i bambini e, furono proprio i bambini ed il loro amore a salvare lui in questa triste circostanza. La città di Cleveland diede ospitalità ai cani nel giardino zoologico, dove poterono vivere felici e da eroi fino alla fine dei loro giorni. Balto morì nel 1933 all'età di 11 anni, il suo corpo fu conservato, ed ancora oggi è possibile vederlo al Museo di Storia Naturale di Cleveland (http://www.cmnh.org), mentre Togo si trova, anche lui imbalsamato, al Museo di Storia naturale di Wasilla in Alaska. |
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Ci sono molte controversie su questa vicenda, chi sta dalla parte di
Balto, chi invece come lo stesso Seppala, allevatore di entrambi i cani ha
ampiamente spiegato la sua versione dei fatti, sostenendo che fu Togo il
vero campione, nel libro di Ricker pubblicato negli anni 30: Seppala Alaskan
dog driver. "...Erano diventati eroi mentre tranquillamente continuavano il loro cammino, completamente ignari di occupare i titoli sulla stampa. L'ultimo team portò il siero a Nome alle sei del 2 febbraio del '25. Era gelato, come io avevo supposto, ma il medico responsabile in Washington ci disse di usarlo egualmente. Ci furono parecchi scandali legati alla "corsa del siero" e molte voci su persone che ne avrebbero fatto commercio. Ma la cosa che più mi disturbava era che il record di Togo fu assegnato a Balto, un cane poco valido, che fu portato alla ribalta e reso immortale. Era più di quanto potessi sopportare quando Balto, il cane della stampa, ricevette per la sua "gloriosa impresa" una statua che lo raffigurava con i colori di Togo e con l'affermazione che lui aveva portato Amundsen a Point Barrow e per una parte del percorso verso il polo, mentre non si era mai allontanato per più di duecento miglia a Nord di Nome! Avendogli attribuito i record di Togo, Balto si affermò come "il più grande leader da corsa d'Alaska" anche se non aveva mai fatto parte di un team vincente! Lo so perché io ero il padrone ed avevo cresciuto sia Balto che Togo. La "corsa del siero" fu l'ultima corsa a lunga distanza di Togo..." Chi sia il "vero" campione per me che sono
una "vera" neofita dello sleddog poco importa, mi piace pensare
che dei cani portati allo spasmo di una corsa ai limiti del surreale abbiano
salvato delle vite umane. In onore a tutti gli Husky e a tutti i cani da
slitta, amo pensare quanto questi animali si donino a noi in ogni momento,
in ogni situazione, per il semplice sport o per le esigenze più critiche e
realistiche.... solo per questo io li ritengo degli eroi... |
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Yasmina Ferrero 15 Dicembre 2004 |