In un momento di debolezza promisi, allo staff di Cani Sportivi, un articolo centrato sull’European Open tenutosi a Dielsdorf (vicino a Zurigo in Svizzera), gli scorsi 23 e 24 luglio 2005. Con il senno di poi avrei voluto proporvi un articolo di "colore" e, vi assicuro, gli spunti non mi sarebbero mancati, ma la promessa includeva anche il tipo di "taglio giornalistico" da adottare, perciò sono "obbligato" a proporvi le considerazioni sul campionato secondo l'autorevole ottica del Giudice (sempre che ci riesca…).

Per chi non era presente, credo sia importante valutare le cifre sottostanti, al fine di rendersi conto della dimensione dell’evento.

Nazione

Binomi

Nazione

Binomi

Nazione

Binomi

Germania

164

Olanda

19

Lituania

4

Svizzera

133

Lussenburgo

18

Spagna

4

Austria

74

Croazia

17

Liechtenstein

2

Italia

61

Lettonia

11

Portogallo

2

Slovenia

34

Inghilterra

10

Slovacchia

2

Francia

27

Belgio

9

Svezia

2

Russia

26

Danimarca

7

Ungheria

1

Cechia

20

Norvegia

5



Dunque, erano presenti in totale 652 concorrenti giunti da ben 23 nazioni, ripartiti in 377 large, dei quali 213 border collies, 152 medium, fra i quali (!) notati ben 3 border collies e 123 small (che non comprendevano border collies):

Razza

Q.tà

Razza

Q.tà

Razza

Q.tà

Border Collie

213

Westfalen Terrier

3

Bracco francese

1

Sheltie

90

Yorkshire Terrier

3

Collie

1

Meticci

70

Bearded Collie

2

Deutscher Jagd Terrier

1

Tervueren

25

Boston Terrier

2

Dobermann

1

Jack Russel Terrier

24

Briard

2

English Springer Spaniel

1

Australian Shepherd

23

Cocker Spaniel

2

Epagneul Breton

1

Malinois

20

Flat coated Retriever

2

Islandhund

1

Berger des Pyrenees

16

Golden Retriever

2

Kooikerhondje

1

Border Terrier

15

Gos d'Atura Català

2

Kromfohrländer

1

Groenendael

13

Lagotto Romagnolo

2

Little Lion Dog

1

Barbone nano

11

Mudi

2

Maltese

1

Barbone medio

8

Papillon

2

Manchester terrier

1

Kelpie

7

Pumi

2

Miniature Bullterrier

1

Pastori tedeschi

6

Spitz

2

Nova Scotia

1

Cavalier King Charles

5

Staffordshire Bull Terrier

2

Petit Brabançon

1

Pastori olandesi

5

Volpino Italiano

2

Piccolo Münsterländer

1

<Pastore della croazia

4

West Highland Terrier

2

Pinscher

1

Pastore dei Pirenei

4

Working Sheepdog

2

PON

1

Schipperke

4

Am. Staffordshire Terrier

1

Rottweiler

1

Australian Cattle Dog

3

American Dachshund

1

Schnauzer

1

Fox terrier

3

Apbt

1

Schwarzer Altdeutscher

1

Labrador Retriever

3

Basenji

1

Setter irlandese

1

Pinscher nano

3

Beauceron

1

Spitz medio

1

Schapendoes

3

Bernese Mountain Dog

1

Spitz nano

1

Schnauzer nani

3

Bichon Frisé

1

Tibet Terrier

1





West Siberian Husky

1

Da notare che la nutrita rappresentanza degli italiani li pone al quarto posto, come partecipazione numerica, delle nazioni presenti, ritengo perciò che vi siano le premesse per chiedere ed ottenere di organizzare uno dei prossimi EO su suolo italico.


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Il concorso si teneva nell'arco di due giorni, gare su 4 campi, due all'interno di un maneggio e due all'esterno, con fondo d'erba l'uno e di miscela da maneggio l'altro.
Il maneggio ha una tribuna che consente ad un gran numero di spettatori di seguire le gare da posizione confortevole (e anche meglio valutare l'opera dei giudici…).

Un parcheggio sufficientemente ampio, negli immediati dintorni, accoglieva il pubblico (poco…) e i concorrenti con i loro accompagnatori (tanti…).
I partecipanti avevano a disposizione una grande area, a pochi minuti di cammino, adibita a campeggio e che ha accolto un'enorme quantità di camper, caravan e tende.

L'organizzazione ha balbettato notevolmente già di venerdì quando, oltre ad impiegare più di 3 ore per il ritiro dei libretti e la consegna dei pettorali ai concorrenti, ha comunicato ad un giudice "a caso", l'impossibilità di posare il percorso del giorno dopo perché gli ostacoli di zona erano restati a casa dell'organizzatore, il quale non-poteva-andare-a-recuperarle-perché-la-sua-auto-aveva-bucato-e-non-aveva-la-ruota-di-scorta. Episodio banale e che non dovrebbe essere menzionato? Assolutamente no!
Spiego: mi ero preparato mentalmente da tre settimane, al fine di arrivare al campionato super concentrato e preparato a dare il meglio di me stesso…
Arrivo e, dopo aver cercato di montare la tenda su un terreno "monolitico", ho desistito dopo un'ora di sudati e frustranti tentativi di ancorarla al terreno…
Poi, quando mi accingo ad istallare il percorso… non ci sono tutti gli ostacoli! La concentrazione e la calma si sono beccati un colpo tale da rendermi alquanto nervosetto… di questo se n'è accorto anche l'organizzatore il giorno dopo all'alba, quanto mi ha chiesto se mi mancava qualcosa, mentre cercavo di montare il percorso da solo perché gli aiutanti già avevano un quarto d'ora di ritardo.
Concedetemelo, è stata una provocazione aggravata dal non aver ancora bevuto il primo espresso della giornata!

La scelta dei giudici è invece stata compiuta con buon senso, infatti, tutti i colleghi invitati sono delle "vecchie volpi" che sanno come far funzionare il ring di gara, utilizzando (e spremendo) al massimo le Risorse Umane (mi riferisco agli aiutanti) messi a disposizione dall’organizzatore.
In pratica, grazie ai colleghi, molte pecche organizzative sono state compensate dall'efficienza dei giudici presenti.

Ma, permettetemi di presentarvi i colleghi che hanno officiato all’EO:

Bernd Hüppe, coorganizzatore e promotore dell'EO, nonché giudice ai prossimi mondiali di Spagna, presenta un gran potenziale, esibisce percorsi zeppi di discriminazioni senza che queste influiscano sulla velocità di percorrenza.
Interessante il suo metodo di "catturare" le zone di salita della passerella, le percorre parallelamente senza girare la testa… eppure non ne sbaglia una. Tenterò di carpirgli il segreto o, perlomeno, proverò ad acquistare un paio d'occhiali come i suoi! (con i capelli già ci siamo…)

Dominique Dreyer, giudice francese, molto aperto e con ottime conoscenze tecniche, preciso e determinato nei giudizi, manifesta gran piacere nel giudicare (e sua moglie mi fa impazzire… pensate, oltre che in agility gareggia in classe 3 di ring francese!).

Angelo Lione, giudice italiano che migliora come il vino, grande umanità e simpatia, presenta percorsi mai banali e chi li ritiene tali non giunge al traguardo senza errori! S'è sciroppato due giorni di jumping, senza battere ciglio ma rigorosamente accurato e costante!

Ronald Sturzenegger, personaggio conosciuto anche per il ruolo di responsabile della nazionale svizzera (che lascerà l'anno prossimo), i suoi percorsi sono generalmente elaborati per sembrare semplici, ma sono concepiti per nascondere alcune trappole, eccolo impegnato in un balletto con una concorrente…

Rolf Graber, indicato come il mio delfino (più che delfino direi… balenotto!), sia per lo stile dei percorsi sia per la collaborazione e interscambiabilità nel giudicare l'uno i percorsi preparati dall'altro. Si è arrabbiato moltissimo, quando ha scoperto che le misure del campo erano inferiori a quelle comunicate, così come per l'ora (e oltre) d'attesa prima d'iniziare la finale degli small! Non sapendo come dirgli, senza offenderlo, che il cappellino era bruttino… gliel'ho nascosto!


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Quasi tutti i percorsi presentati all'EO sono visibili nel net alla pagina
http://www.agility-eo2005.ch/Parcours.htm
così come le relative classifiche che hanno prodotto
http://www.agility-eo2005.ch
.

Alcune considerazioni statistiche sui concorrenti large ed i percorsi a loro dedicati:

Giorno

giudice

Gara

partenti

Ecc. 0

Ecc.

MB

B

NC

El

Sabato

Giusti

Agility a squadre

330

46

62

76

18

4

124

Sabato

Graber

Jumping a squadre

329

40

51

48

13

3

174

Domenica

Huppe

Agility individuale

338

37

35

42

14

2

208

Dom. / Sab.

Lione

Jumping individuale

341

96

73

54

9

1

108

Domenica

Giusti

Finale individuale

71

9

12

15

5

0

30

I giudici, alla riprova delle classifiche, hanno offerto percorsi e giudizi con un tasso tecnico molto simile e hanno "prodotto" mediamente un 10% di netti, salvo per Angelo (Lione) che, a sua volta, è poi stato "battuto" nella percentuale di netti raggiunti da Ronny (Sturzenegger) nei jumping small e medium!
Quanto sopra non è assolutamente un tentativo di stabilire il valore della prestazione dei giudici, semplicemente è un parametro che permette di valutare grossolanamente la qualità (difficoltà) dei percorsi che, in ogni modo, è rafforzata o diminuita dal grado di severità adottato per i giudizi.
I percorsi dell’European Open possono essere considerati di difficoltà media alta, sicuramente adatti ad un concorso internazionale frequentato per la maggior parte da binomi d'Agility 3.
La partecipazione dei binomi d'Agility 2 e 1, pur se consentita, ritengo sia stata fuori luogo per una manifestazione che si vuole inserire al top dei valori europei!
Svizzeri, germanici ed austriaci hanno permesso solo ai binomi d'Agility 3 di iscriversi, il risultato si nota dalle posizioni occupate nelle classifiche.
Per quanto mi riguarda, ho preparato, discutendo con Rolf, il percorso d'Agility per la gara a squadre (Rolf ha preparato e giudicato il Jumping che sommato all'Agility dava la classifica finale combinata per il campionato a squadre) e la finale individuale (una manche secca d'Agility per i finalisti selezionati tramite la combinata Agility-jumping individuale ed il particolare regolamento). Le problematiche tecniche da sbaragliare erano di progettare un percorso che reggesse 380 partenze (poi ridotte a ca. 330), "facilmente" giudicabile ma senza essere banale. Il tempo asciutto ci ha dato una mano e almeno per la tenuta del fondo non ci sono stati problemi. Giudicare 330 passaggi, suddivisi in gruppi di 50 partenti, vuol dire restare in campo e giudicare per 8 ore, con 15 minuti di pausa per permettere la ricognizione ai concorrenti ogni 65 minuti (mediamente) di gara. La difficoltà principale è stata quella di restare equanime dall'inizio alla fine… oltre a percorrere (nel caso specifico) una quindicina di km camminando, saltellando, scattando e correndo! In una competizione del genere, per il giudice diventa fondamentale sapersi gestire sia fisicamente sia mentalmente. Avevo già avuto un'esperienza simile, indoor con oltre 300 concorrenti d'Agility 3 ripartiti fra le categorie L/M/S, ma è stato ben più impegnativo giudicare "solo" large e su di un fondo sconnesso (prato occupato da cavalli fino a qualche giorno prima). Inoltre, la ripartizione dei concorrenti che partivano a blocchi di nazioni, mi ha provocato una leggera crisi di concentrazione, quando mi sono ritrovato a giudicare per ultimi i binomi più veloci e relativamente poco fallosi, la scarsità d'eliminati (leggi: pause supplementari…!) mi ha mandato in crisi la respirazione… A freddo e globalmente ritengo che la mia performance di sabato sia stata all'altezza del compito affidatomi. Non è supponenza bensì consapevolezza!

La finale large individuale di domenica, era anche l'ultima gara in ordine cronologico della manifestazione, mi ha consentito di disegnare un percorso che, pur senza essere particolarmente difficile, esigeva conduttori veloci e reattivi almeno quanto i loro compagni a quattro zampe, pena l'eliminazione o l'incorrere in rifiuti, ritenuto che eventuali errori di zona e caduta di stecche non sono imputabili al percorso ma a carenze nell'addestramento del binomio. La finale è iniziata con oltre due ore di ritardo sul previsto, nell'attesa ho avuto il mio d'affare per restare calmo e mantenere la concentrazione, anche perché ho inutilmente provato ad influire sull'organizzazione per evitare le (inutili e irritanti) perdite di tempo… Appena Dominique che mi precedeva, terminava di giudicare la finale medium, mi sono letteralmente precipitato a costruire il mio percorso che, grazie all'avvertimento di Rolf (che aveva giudicato la prima delle finali, quella degli small) di prestare attenzione al campo più stretto di un paio di metri di quanto annunciato, mi è riuscito alla perfezione e in breve tempo.

Ammetto che, liberando il percorso con il primo colpo di trombetta, mi sono emozionato, rendendomi conto dell'importanza dell'evento e della necessità d'essere migliore di quanto fossi mai stato prima! Avevo dato disposizioni di sospendere la gara per due minuti ogni 15 passaggi, memore della crisi del giorno prima, per bere un goccio d'acqua, recuperare il respiro e la concentrazione, non da ultimo (visto che in questo periodo non posso portare le lenti a contatto) per pulire gli occhiali velati dalla polvere sollevata nel maneggio. È stato un vero divertimento gareggiare in simbiosi ai concorrenti, con il fine di garantire il massimo della precisione nel valutare l'esecuzione del loro esercizio sportivo! Al termine della gara mi sono sentito magnificamente, avevo cognizione di non aver commesso errori che influenzavano la classifica, ricordavo dove e perché erano avvenuti e, soprattutto, che erano veramente pochi! Ho potuto "cogliere" alla perfezione le zone, anche grazie al fatto che alla palizzata e alla passerella il concorrente "doveva" passare dal lato opposto al mio. Le lunghe ore d'ideazione ed elaborazione del percorso, si sono rivelate paganti permettendomi di assumere delle posizioni di giudizio che non disturbavano i binomi e, inversamente, i conduttori non potevano togliermi la visuale sulle zampe dei cani.

Credo proprio che mi sia meritato la decorazione che la delegazione norvegese mi ha appuntato sul petto alla fine della gara!
Questa eccezionale gara resterà fra i miei migliori ricordi cinofili, nonostante una punta di malinconia perché ha ribadito la preparazione e la competenza che avrei voluto, ma che non potrò, offrire al mondiale 2006!
L'EO è finito, come consuetudine giro pagina e… avanti il prossimo!

Athos Giusti
Giudice internazionale di Agility FCI/SCS

agosto 2005