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In un momento di debolezza promisi, allo staff di Cani Sportivi, un articolo centrato sull’European Open tenutosi a Dielsdorf (vicino a Zurigo in Svizzera), gli scorsi 23 e 24 luglio 2005. Con il senno di poi avrei voluto proporvi un articolo di "colore" e, vi assicuro, gli spunti non mi sarebbero mancati, ma la promessa includeva anche il tipo di "taglio giornalistico" da adottare, perciò sono "obbligato" a proporvi le considerazioni sul campionato secondo l'autorevole ottica del Giudice (sempre che ci riesca…). |
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Per chi non era presente, credo sia importante valutare le cifre sottostanti, al fine di rendersi conto della dimensione dell’evento.
Dunque, erano presenti in totale 652 concorrenti giunti da ben 23 nazioni, ripartiti in 377 large, dei quali 213 border collies, 152 medium, fra i quali (!) notati ben 3 border collies e 123 small (che non comprendevano border collies):
Da notare che la nutrita rappresentanza degli italiani li pone al quarto posto, come partecipazione numerica, delle nazioni presenti, ritengo perciò che vi siano le premesse per chiedere ed ottenere di organizzare uno dei prossimi EO su suolo italico. |
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Il concorso si teneva nell'arco di due giorni, gare su 4 campi, due all'interno di un maneggio e due
all'esterno, con fondo d'erba l'uno e di miscela da maneggio l'altro.
Un parcheggio sufficientemente ampio, negli immediati dintorni, accoglieva il pubblico (poco…) e
i concorrenti con i loro accompagnatori (tanti…).
L'organizzazione ha balbettato notevolmente già di venerdì quando, oltre ad impiegare più di 3 ore per
il ritiro dei libretti e la consegna dei pettorali ai concorrenti, ha comunicato ad un giudice "a caso",
l'impossibilità di posare il percorso del giorno dopo perché gli ostacoli di zona erano restati a casa
dell'organizzatore, il quale
non-poteva-andare-a-recuperarle-perché-la-sua-auto-aveva-bucato-e-non-aveva-la-ruota-di-scorta.
Episodio banale e che non dovrebbe essere menzionato? Assolutamente no!
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La scelta dei giudici è invece stata compiuta con buon senso, infatti, tutti i colleghi invitati sono
delle "vecchie volpi" che sanno come far funzionare il ring di gara, utilizzando (e spremendo) al
massimo le Risorse Umane (mi riferisco agli aiutanti) messi a disposizione dall’organizzatore.
Ma, permettetemi di presentarvi i colleghi che hanno officiato all’EO: |
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Bernd Hüppe, coorganizzatore e promotore dell'EO, nonché giudice ai prossimi mondiali di Spagna,
presenta un gran potenziale, esibisce percorsi zeppi di discriminazioni senza che queste influiscano
sulla velocità di percorrenza.
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Dominique Dreyer, giudice francese, molto aperto e con ottime conoscenze tecniche, preciso e determinato nei giudizi, manifesta gran piacere nel giudicare (e sua moglie mi fa impazzire… pensate, oltre che in agility gareggia in classe 3 di ring francese!). |
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Angelo Lione, giudice italiano che migliora come il vino, grande umanità e simpatia, presenta percorsi mai banali e chi li ritiene tali non giunge al traguardo senza errori! S'è sciroppato due giorni di jumping, senza battere ciglio ma rigorosamente accurato e costante! |
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Ronald Sturzenegger, personaggio conosciuto anche per il ruolo di responsabile della nazionale svizzera (che lascerà l'anno prossimo), i suoi percorsi sono generalmente elaborati per sembrare semplici, ma sono concepiti per nascondere alcune trappole, eccolo impegnato in un balletto con una concorrente… |
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Rolf Graber, indicato come il mio delfino (più che delfino direi… balenotto!), sia per lo stile dei percorsi sia per la collaborazione e interscambiabilità nel giudicare l'uno i percorsi preparati dall'altro. Si è arrabbiato moltissimo, quando ha scoperto che le misure del campo erano inferiori a quelle comunicate, così come per l'ora (e oltre) d'attesa prima d'iniziare la finale degli small! Non sapendo come dirgli, senza offenderlo, che il cappellino era bruttino… gliel'ho nascosto! |
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Quasi tutti i percorsi presentati all'EO sono visibili nel net alla pagina
Alcune considerazioni statistiche sui concorrenti large ed i percorsi a loro dedicati:
I giudici, alla riprova delle classifiche, hanno offerto percorsi e giudizi con un tasso tecnico molto
simile e hanno "prodotto" mediamente un 10% di netti, salvo per Angelo (Lione) che, a sua volta, è poi
stato "battuto" nella percentuale di netti raggiunti da Ronny (Sturzenegger) nei jumping small e medium!
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La finale large individuale di domenica, era anche l'ultima gara in ordine cronologico della manifestazione, mi ha consentito di disegnare un percorso che, pur senza essere particolarmente difficile, esigeva conduttori veloci e reattivi almeno quanto i loro compagni a quattro zampe, pena l'eliminazione o l'incorrere in rifiuti, ritenuto che eventuali errori di zona e caduta di stecche non sono imputabili al percorso ma a carenze nell'addestramento del binomio. La finale è iniziata con oltre due ore di ritardo sul previsto, nell'attesa ho avuto il mio d'affare per restare calmo e mantenere la concentrazione, anche perché ho inutilmente provato ad influire sull'organizzazione per evitare le (inutili e irritanti) perdite di tempo… Appena Dominique che mi precedeva, terminava di giudicare la finale medium, mi sono letteralmente precipitato a costruire il mio percorso che, grazie all'avvertimento di Rolf (che aveva giudicato la prima delle finali, quella degli small) di prestare attenzione al campo più stretto di un paio di metri di quanto annunciato, mi è riuscito alla perfezione e in breve tempo. |
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Ammetto che, liberando il percorso con il primo colpo di trombetta, mi sono emozionato, rendendomi conto dell'importanza dell'evento e della necessità d'essere migliore di quanto fossi mai stato prima! Avevo dato disposizioni di sospendere la gara per due minuti ogni 15 passaggi, memore della crisi del giorno prima, per bere un goccio d'acqua, recuperare il respiro e la concentrazione, non da ultimo (visto che in questo periodo non posso portare le lenti a contatto) per pulire gli occhiali velati dalla polvere sollevata nel maneggio. È stato un vero divertimento gareggiare in simbiosi ai concorrenti, con il fine di garantire il massimo della precisione nel valutare l'esecuzione del loro esercizio sportivo! Al termine della gara mi sono sentito magnificamente, avevo cognizione di non aver commesso errori che influenzavano la classifica, ricordavo dove e perché erano avvenuti e, soprattutto, che erano veramente pochi! Ho potuto "cogliere" alla perfezione le zone, anche grazie al fatto che alla palizzata e alla passerella il concorrente "doveva" passare dal lato opposto al mio. Le lunghe ore d'ideazione ed elaborazione del percorso, si sono rivelate paganti permettendomi di assumere delle posizioni di giudizio che non disturbavano i binomi e, inversamente, i conduttori non potevano togliermi la visuale sulle zampe dei cani. |
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Credo proprio che mi sia meritato la decorazione che la delegazione norvegese mi ha appuntato sul
petto alla fine della gara!
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Athos Giusti
Giudice internazionale di Agility FCI/SCS agosto 2005 |