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Sabato 29 novembre si è svolto a Modena, sul campo del
Modena Dog, il primo raduno della gestione Oggioni. Grandissima novità, era
aperto a tutte tre i gradi, penso per la prima volta da quando è nata
l'idea di costruire la squadra nazionale; secondo me è stata un'idea
bellissima poiché ha permesso alle nuove leve di assaporare un po' il clima
di una selezione ed essere stimolati nel progredire come binomi e al
commissario tecnico per poter valutare la presenza di nuove leve tra le fila
dei concorrenti di primo livello. Naturalmente il tutto si è svolto nel solito clima di grande sportività ed amicizia, che aveva già caratterizzato il campionato italiano disputatosi nel luglio scorso, nonostante tutti abbiano dato il massimo per brillare di luce propria davanti agli occhi del selezionatore. Unica nota negativa, purtroppo, è stato il terreno (e come poteva essere altrimenti dopo una settimana di pioggia?) pesante ed in alcuni punti scivolosissimo, almeno per i conduttori. |
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Dopo la chiacchierata introduttiva, nel quale si è parlato
del metodo di selezione (che prevedrà ulteriori raduni a rosa più
ristretta, ma aperta anche a nuovi elementi in caso si affacciassero nel
panorama agilistico, e visione delle gare di Bologna, Montichiari e forse
Bastia Umbra), è arrivato il momento per ognuno di far vedere le proprie
qualità, in un'open molto facile che, secondo me, aveva il solo scopo di
controllare alcuni fondamentali dei binomi, quali le zone. Molto bene i "big", bene anche molti cani meno esperti, benissimo anche alcuni binomi che non potranno (almeno per ora) sperare in una convocazione per il basso livello tecnico espresso per la sportività e la tenacia con cui hanno portato a termine i percorsi nonostante gli evidenti limiti. Dopo l'open, e dopo l'immancabile piadina con aggiunta di cipolle che tutti dicono di non digerire ma non mancano mai di assaggiare, è venuto il momento del jumping: un percorso molto tecnico, con alcune "scelte" non impossibili ma ingannevoli, alcuni passaggi che richiedevano un po' di malizia, di tecnica di conduzione (sopratutto per i large) e d'esperienza (infatti, molti binomi di "primo livello" si sono impantanati), come ad esempio una sequenza di salti appaiati seguiti da un tubo che costituivano una specie d'anello molto stretto da percorrere due volte ma in sequenza differente. |
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Veniamo alle impressioni sui binomi ... devo ammettere di
aver seguito completamente solo la categoria medium, nella, quale oltre i
soliti noti (Pancera & blacky, Nacini & Molly che però ha quasi
fatto un erroraccio nel jumping, Chialastri & trudy, ecc ecc), mi ha
favorevolmente impressionato la Lissoni con Soia, maluccio nella open (zone
saltate), ma impressionante nel jumping che con il tempo di 28 secondi e
pochi centesimi ha stracciato la concorrenza: probabilmente con un po' più
di "costanza" (mi scuso per il sottointeso gioco di parole),
potrebbe diventare il vero outsider per un posto in nazionale in categoria
medium. Quelli che però meritano l'applauso più grande sono i ragazzi del Modena Dog che per l'ennesima volta hanno ospitato e organizzato una "kermesse" per una categoria agilistica, quella dei meticci, spesso bistrattata nelle gare ufficiali. |
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Massimo Mazzucco 1 Dicembre 2003 |
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