(in risposta ad una domanda posta sul forum)

Eccoci qua! Cercherò di essere conciso, ma sarà impossibile, invidio quelli che hanno la capacità di scrivere i "manuali d'uso" dalla A alla Z, o "l'Agility in 24 lezioni" oppure "l'etologia in 36 pagine"! Ma come si fa??!!… sono due ore che sto tagliando per non farmi censurare dal server per documento troppo lungo…!
Per favore cercate di leggere i contenuti senza formalizzarvi sulla scelta delle espressioni, è probabile che non siano tutte centrate… (le molte fra " " significano che altre parole potrebbero lasciarsi preferire) non lasciatevi condizionare! Grazie.

Premessa:
Naturalmente, è diversa la metodologia di "costruzione" del cane sulle zone da quella, che si può definire, di "ricondizionamento".

Nel primo caso, ma andrebbe approfondita la spiegazione del metodo con delle dimostrazioni pratiche. Sfruttando la "verginità" del soggetto (magari anche di quella del conduttore…), dunque il lavoro è abbastanza "automatico" e "scontato", si comincia con il cucciolo e si prosegue, tranquillamente, fino a preparazione ultimata.
Con questa variante d'applicazione del metodo*) sono (relativamente) poche le possibilità d'errore nell'addestramento, alla sola condizione di adeguatamente sincronizzare l'insegnamento con la crescita tecnica (e fisica) del cane, in particolare togliendo gli "aiuti" e gli "stimoli" iniziali al più presto possibile (guinzaglio, corda lunga, ostacolo quota 0, gratificazione nelle svariate -e non sempre adeguate- forme).


Nel secondo caso bisogna agire d'etologia, il cane va attentamente valutato nei suoi comportamenti abituali (e anche quelli episodici), allo scopo di capire a quali segnali (comandi verbali e non verbali) emessi dal suo conduttore (consci ed inconsci) reagisce!
Da quest'osservazione è anche possibile capire il "perché" della sua condotta, che è generalmente riconducibile al metodo (o non metodo…) d'insegnamento adottato.
Ed è dopo questa fase che si può decidere se ricondizionare il cane da zero (ma richiede uno stop -per tutto il tempo necessario- dalle gare) oppure sfruttare quanto già conosce applicando dei correttivi allo scopo di "canalizzare" il soggetto verso una nuova condotta di percorrenza delle zone.

Riferimenti matematici: una passerella (FCI/ENCI) possiede le seguenti misure: h= da 1.20 a 1.35 m, lunghezza degli elementi: da 3.60 a 4.20 m, che originano un ostacolo della lunghezza da 10.27 a 12.25 m e una tragitto per il cane da 10.80 a 12.60 m.
Consideriamo una lunghezza media di 11.70 m, che se percorsa dal cane ad una velocità di 5m/" (senza errori… naturalmente) è eccellentemente completata in 2 secondi e 34 centesimi…! Ecco, dunque, l'obiettivo da raggiungere!

Questo tempo di percorrenza è indispensabile per definire il binomio "di punta", non sarà mai raggiungibile anche solo perdendo 1 secondo (= 2" per passerella) nel tentativo di controllare le zone!
Per convenzione definiamo che un cane "di punta" deve percorrere la passerella (+ o - lunga) in 3" (indipendentemente se M, S, L). Abbiamo ora tutti i riferimenti necessari?

Le situazioni nelle quali il cane (veloce o lento che sia) inizia il "controllo" della zona (rallentano e assumendo il tipico passo circospetto) con molto anticipo, per magari (aggravante) schizzare come una pallina da ping pong appena raggiunge la frontiera del centimetro PRIMA di entrare in zona, oppure che salta come una molla nell'istante che riceve l'ordine d'esecuzione della zona (spesso = urlo strozzato) del conducente, le definisco "stress da zona".
Nel senso che la costruzione del suo conduttore ha prodotto una situazione di conflitto, con il partner a quattro zampe, che si manifesta in un'azione del cane opposta a quella desiderata (comandata) dal conduttore!

"Ricondizionamento" della passerella

I miei ricondizionamenti (mettevi in quest'ottica per favore) sono basate sul principio dell'eliminazione dello "stress da zona". La zona non esiste, vi è solo un ostacolo da percorrere senza mai saltare dall'inizio fino alla fine!

Tanto per cominciare, l'atteggiamento del conduttore:
un solo ordine (verbale accompagnato dal non verbale) per indicare al cane l'ostacolo (passerella) da superare (in allenamento e in gara),
progressivamente il conduttore si allontanerà dal cane, non accompagnandolo alla zona di salita e nella percorrenza dell'ostacolo stesso, fino alla discesa, a dipendenza della disposizione degli ostacoli, il cane deve ricevere l'ordine di salire sulla passerella 5-6 metri prima, il corpo del conduttore non deve nascondere l'inizio dell'ostacolo (da indicare con un chiaro gesto del corpo).
il conduttore cercherà la corretta distanza dal suo cane che è quella che lo porta ad una lunghezza che il cane non considererà più come "oppressiva" o "condizionante" del suo comportamento (detto molto brutalmente: se hai un braccio lungo 70 cm, il cane istintivamente sa che ad un metro non riesci a mollargli un cazzotto…)
ripeto, nessun altro ordine (ne verbale ne non verbale) fino a quando il cane ha superato correttamente l'ostacolo, l'obbligatoria gratificazione del lavoro effettuato (secondo le abitudini del binomio: cibo o gioco) non deve essere dispensata prima dei 5-6 metri dalla fine dell'ostacolo!
ogni qualvolta il cane "salta" (anche se la zona è stata comunque confermata da uno o più zampe) va fermato con un deciso ma con tono neutro) NO! Ed immediatamente riportato (meglio se in obbedienza) a diversi metri dall'inizio dell'ostacolo dove, sempre con tono di voce neutro, gli si ordina la ripetizione,
gli aiuti:si può intervenire, ripetendo, quanto basta**), l'esercizio aiutando con la posa in zona di cibo o pallina! Per far sì che questo condizionamento non sia fine a se stesso (la ricerca del cibo o gioco invece che il passaggio su una determinata superficie d'ostacolo), consiglio di portare il cane (libero da guinzaglio) a "vedere" dove si posa il premio, senza lasciarglielo toccare, portarlo alla partenza e procedere con la procedura sopra descritta. Importante, lavorando con il premio bisogna sempre variare la sua posizione ****) Questa procedura influenzerà il cane a correre il più velocemente possibile verso la zona senza saltarla, sapendo che il premio sarà ricevuto anche se in distanze e modalità diverse,
Ad ogni passaggio corretto (inizialmente intesi come assenza d'errori effettivi o virtuali, non come velocità) il cane va gratificato (vedi sopra) esprimendo un certo entusiasmo nel tono di voce ***)
Il conduttore, appena i primi successi si evidenziano, deve variare la sua posizione e stile di corsa senza però modificare la velocità nel corso dello stesso esercizio, questo modo di agire evita che il cane adegui il suo movimento sull'ostacolo (che arriverà a determinare autonomamente) alla posizione o velocità del suo conduttore… Ovvio che se fosse il caso, appena il conduttore modifica i proprio comportamento l'effetto sarà d'indurre all'errore il cane.
Una buona dose di pazienza contribuirà sostanzialmente al raggiungimento di un risultato assicurato, infatti, ho già avuto modo di adottare questo sistema e riscontrarne l'efficacia, così come (purtroppo) ho dovuto assistere, a causa dell'impazienza del conduttore, al ritorno agli errori originali dopo qualche tempo dal "ricondizionamento"


*) definiamo il metodo, al fine da non equivocare: "Addestrare il cane a superare l'ostacolo di zona nel tempo più breve possibile, in relazione alla sua costituzione fisica, senza commettere errori di percorso.

**) attenzione un esercizio compiuto correttamente non va MAI ripetuto immediatamente, intercalare con altre attività, solo gli esercizi non effettuati correttamente vanno ripetuti fino al raggiungimento del "successo" e lì ci si ferma!

***) attenzione al principio:
stiamo lavorando = l'ordine verbale manifesta determinazione e sicurezza in modo neutro (eccitazione, incazzature… astenersi),
ti correggo = NO fermo e severo, ma sempre con un tono di voce neutro che non lascia trasparire istinti omicidi (magari se né avete... teneteveli per voi così evitate danni),
Mi felicito = tono allegro (a dipendenza dei soggetti da motivare fino al "pagliacciamento" 
Il buon impiego di questa tecnica di comunicazione con il cane, ripetitiva e uniforme, porta all'immediato miglioramento dell'intesa del binomio (questa non è tecnica bensì etologia….).
Un abituale utilizzo di quanto sopra è perciò indispensabile per migliorare le qualità del conduttore e garantire il successo della comprensione a sei zampe!

****) va posto inizialmente e visibilmente all'inizio della zona di discesa, per poi utilizzare tutta l'area fino a 50 - 60 cm dalla fine della zona.
Il premio sistemato "lontano" dalla zona troppo presto nella fase di condizionamento, può provocare in presenza di un cane non ancora "ricostruito" l'effetto contrario inducendolo al salto della zona…!!!!
Importante anche che (eventualmente mediante supporti) il premio possa essere raccolto senza arrestare il movimento del cane.


Giusti Athos
(NaregnaDogs)

13 Giugno 2003