Nell'ambito dell'Esposizione Internazionale - 15/16 Novembre 2003

La mia due giorni alla gara di agility organizzata all'interno dell'expo internazionale di Genova incomincia sabato mattina alle 7.30 quando metto piede dentro un gelido palasport, ma è bastato chiedere quanto l'organizzazione della fiera chiedesse per il riscaldamento per farmi iniziare a sudare.
Il campo di gara era composto da pannelli di tartan, gli stessi utilizzati l'anno passato, ed ad un primo approccio con i miei cani è risultato subito molto più scivoloso dell'anno precedente, forse a causa della temperatura bassa oppure di una cattiva conservazione.
Iniziando a scaricare gli ostacoli dal furgone, noto subito una grossissima novità, costituita da un tubo rigido lunghissimo (penso sfiorasse il limite massimo previsto dal regolamento, ossia sei metri) e completamente nero, all'interno del quale la luce non riesce neppure a filtrare.
Il percorso dell'agility 1, disegnato da Sergio Ascenzi, non prevedeva grandi difficoltà, a parte un angolo pazzesco alla fine del percorso, affrontando il quale i cani sarebbero sicuramente scivolati; quello di cui nessuno aveva tenuto conto era che il terreno, oltre essere scivolosissimo per i cani (molti errori sono stati causa di "patinamenti" in frenata), era scivoloso pure per gli ostacoli che non volevano sapere di starsene fermi, sopratutto i tubi, nonostante due su tre fossero "bloccati" con una sessantina di chili di zavorra.
Purtroppo mancavano i pesi per bloccare il terzo per un errore organizzativo, e questo ha volato per tutto il percorso durante la prima prova.
Dato il fondo, probabilmente, la migliore strategia di conduzione consisteva nello stare con il cane il più possibile, facendo fare traiettorie armoniche senza brusche accelerate e/o frenate e soprattutto non lasciare solo il cane mentre affrontava il tubo nero, che ha causato un numero elevatissimo di rifiuti in primo grado, con il cane che usciva dall'ingresso, dato il buio totale all'interno.
Probabilmente, nonostante un errore all'ingresso dello slalom dove non ho dato il tempo al cane di frenare prima di ripartire, è stata la mia più bella gara portata a termine con un bel tempo ... speriamo di ripetere; da dimenticare invece il jumping dove mi sono fatto eliminare prima dello slalom.
Nonostante l'eliminazione il percorso, disegnato da Paolo Meroni, mi è piaciuto molto, meno "armonico" rispetto a quello di Ascenzi (com' è nel suo stile), con traiettorie che devono sempre essere corrette dopo ogni ostacolo, continui leggeri richiami, con la possibilità del rifiuto che incombe come la spada di Damocle; nonostante questo si sono visti molti bei passaggi, alcuni anche spettacolari causa l'equilibrio precario dei cani, le evidenti "patinate" che hanno strappato molti "oohh" di stupore e, talvolta, di preoccupazione tra il pubblico presente, molto numeroso sopratutto composto da visitatori "estemporanei" della fiera; ciò che mi ha stupito è come l'agility attiri l'attenzione sia dei bambini sia degli adulti .. ho visto con i miei occhi mogli che avvertivano i mariti che si stava facendo tardi e questi rispondere loro "ancora cinque minuti, cara" con lo sguardo fisso sul campo di gara.
La domenica al freddo si è aggiunta la pioggia, si sono manifestati nuovamente problemi di tenuta da parte dei cani e degli ostacoli (anche se, memori dell'esperienza del sabato, abbiamo provveduto alla loro sistemazione con molta più accortezza) e di rifiuti continui al tubo nero, tanto che Meroni per l'agility 3 ha preferito non utilizzarlo, ricomparendo poi nel jumping 3 disegnato da Ascenzi.
A causa dell'elevato numero di cani (185 tra secondo e terzo grado), la gara è proseguita a tamburo battente lasciando spazio a brevi pause solamente durante l'assemblaggio dei nuovi percorsi e con le premiazioni effettuate in queste occasioni o durante le ricognizioni dei percorsi; devo ammettere che è stato veramente stancante per tutta l'organizzazione ed i giudici che hanno consumato il pranzo (un panino, ottenuto dopo mezz'ora di coda nell'unico bar aperto all'interno del padiglione, che conteneva qualche migliaio di persone), ma questo è stato l'unico modo per riuscire a terminare prima delle 18.30
A mio avviso le due migliori "interpretazioni" del percorso nel Jumping 3 large sono stati effettuati (anche se con qualche sbavatura) da Gianni Orlandi con Luna, e Irene Unkauf con Maverick; seguono a ruota (fra quelli che ricordo) Cristian Oggioni, Vittorio Papavero, Paolo Esposito, Barbara Brocca, Ilaria Giubellini (nonostante un errore "gratuito"), Andrea Balugani (che però aveva fatto una pessima agility) e quindi Matilde Caprino (che mi è sembrata un po' sottotono rispetto al suo standard)
Fantastica la cornice di pubblico, che verso le 16, ora di massima affluenza nella fiera, che formava 4 file serrate distribuite lungo i quattro lati del ring e la sportività di tutti i partecipanti che non hanno lesinato gli applausi dopo passaggi spettacolari o solo di incoraggiamento.


Massimo Mazzucco

20 Novembre 2003